Lettura di un ambiente, Castello di Vigevano, 19 giugno - 31 ottobre 1977


“ Riappropriazione”: conoscenza critica = uso libero, consapevole della struttura storica. Il castello come “materia prima” della scultura, intesa come strumento di intervento e rilevamento critico. (La scultura è uno strumento di lavoro scientifico – conoscenza – e culturale – rapporto dialettico con l’ambiente e il momento storico). Approfondimento del modo e dell’uso della scultura, del linguaggio plastico, intesi come strumenti, segni di rilevamento critico dell’ambiente "

M. Staccioli, Note di lavoro per Vigevano 77, in Mauro Staccioli. All’origine del fare, Corraini Edizioni, Mantova, 2008.


" Nel cuore della struttura muraria della torre, in uno spazio quadrangolare, coperto da una volta di mattoni, prende corpo, si modella “naturalmente” una forma plastica. Una piramide a base quadrangolare, struttura piena, penetra lo spazio centrale, punta al centro della volta; germinazione formale, idea dello spazio nello spazio fisico della storia. La porta di accesso al Castello Visconteo (opera del Bramante) nella sua bellezza rinascimentale è svuotata del suo arredo naturale: la porta. Lo spazio formale prende corpo fisico, si apre…il segno del passaggio si offre come serena forma conquistata; monumentale, la presenza del segno plastico è relazione ai processi ideativi e costruttivi "

M. Staccioli sui suoi interventi, in E. Crispolti, Mauro Staccioli: il segno come scultura, Coopedit, Macerata, 1981.


" Se la prima determinazione della scultura di Staccioli è costruttiva, la seconda è la particolare relazione ambientale che ognuna di queste opere realizza. […] le sculture di Staccioli sono sempre sviluppate secondo una indicazione critica rispetto allo spazio anonimo e quotidiano nel quale vengono immesse. […] risultavano allarmanti indicazioni che venivano a interrompere l’indifferenza dello spazio di vita, organismi plastici, ma più, segnali, obbliganti verso una attenzione critica. […] Staccioli usa la scultura come uno strumento dialettico: lo spazio che egli agisce non è solo lo spazio fisico , neutro e anonimo, dentro il quale ogni opera plastica vive la sua perennità, ma lo spazio precario della realtà sociale, delle città che si trasformano, crescono e periscono. La scultura è quindi “praticata” come un intervento attivo, in grado di fornire segnali essenziali e largamente comunicanti "

Vittorio Fagone, in Castello di Vigevano. Lettura di un ambiente, catalogo della mostra, Castello di Vigevano, 19 giugno – 31ottobre 1977

 


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