Symposium de Sculpture Olympiques à Seoul, Olympiade des Arts, Parco Olimpico, Seul,
estate 1987-primavera 1988

 

" Innanzitutto l’intervento nacque a seguito del rifiuto del mio primo progetto, che prevedeva una forma triangolare collocata in un sito differente. Chiesi il tempo necessario [..]) per scegliere una nuova collocazione ancora prima di una nuova forma. Valutai diverse possibilità, finché non mi ritrovai nella piazza centrale del Parco olimpico, appunto. Scelsi quel luogo, un luogo totalmente diverso dal primo, accettai la sfida di lavorare tra edifici appena ultimati e pensai che nulla mi vietava di ripetere l’esperienza della Besana, visto che anche in quel luogo la forma mi sembrava razionalmente valida. [...] calcolai l’altezza dell’intervento sulla base di quella dei due palazzi vicini, 26 metri, mentre per la lunghezza scelsi quella corrispondente a un terzo di quella della piazza"

M. Staccioli, Ogni Azione dell’uomo, dialogo con L. M. Barbero in Mauro Staccioli, catalogo della mostra, Galleria Fumagalli, Bergamo, Silvana Editoriale, 2006


" Mi vengono in mente gli atleti sul podio con le braccia alzate e la loro esultanza. La forma si apre, accoglie lo spazio, descrive il suo senso disponendosi in un movimento sospeso e la memoria ritrova frammenti di cose viste, esperienze vissute: il simbolo olimpico coreano col suo movimento ascensionale, un lavoro da poco realizzato in una chiesa di Milano, la selva di archi, la cupola, non sono una metafora formale del cielo? "

M. Staccioli, in Olympiade des Arts , cat. mostra, Ante Glibota, Paris Art Center, 1988, pp. 138-139


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